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Congresso Territoriale Straordinario FAI Cisl Ragusa Siracusa, eletti i 22 delegati al Congresso Regionale

Rinnovato appello al Governo regionale perché si impegni ad affrontare i temi dell’agroalimentare, della forestazione e delle bonifiche. È stato lanciato questa mattina nel corso del Congresso Territoriale Straordinario della FAI CISL Ragusa Siracusa che ha eletto i suoi 22 delegati al prossimo congresso regionale della categoria.
Il sindacato di settore, riunito nel cuore del territorio ibleo, è tornato a ribadire la strategicità dei settori agro-industriali-ambientali per la causa meridionale. Multifunzionalità in agricoltura, difesa della tipicità e della distintività legate ai luoghi di appartenenza, ricorrono prepotentemente negli interventi congressuali, sintetizzati dal segretario generale territoriale, Sergio Cutrale.
«Dobbiamo entrare con professionalità nella stagione di “Agricoltura 4.0” – ha detto durante il suo intervento – Il territorio di Ragusa Siracusa detiene il primato nazionale per quanto riguarda la produzione agricola lorda vendibile, con oltre il 47 per cento di produzione ortofrutticola e floricola sotto serra. In questo territorio, una popolazione pari al 10 per cento della popolazione regionale, produce più del reddito agricolo complessivo dell’intera Sicilia.
Vantiamo il 60 per cento della produzione lattiero casearia – ha aggiunto Cutrale – e il 65 per cento della produzione di carni. A questi si aggiungono una serie di produzioni di eccellenza commercializzate in tutta Europa.»
Sergio Cutrale ha, quindi, rimarcato la necessità di una maggiore attenzione politica sulla forestazione, sul caporalato e sui consorzi di bonifica.
«Questi ultimi – ha detto – rappresentano la condizione primaria e necessaria per il mantenimento e lo sviluppo della nostra agricoltura, l’unica e la più grande realtà produttiva della Sicilia che occupa circa 500 mila famiglie. C’è un rischio idrogeologico evidente; si attivino politiche mirate al recupero ambientale.
Sul caporalato la tanto auspicata Cabina di regia non ha dato i frutti sperati. Lo sfruttamento è ancora alto e il prezzo, nella maggior parte dei casi, non supera i 3 euro e 50 all’ora, per 10 ore di lavoro minimo.»
Un settore strategico, quello dell’agroalimentare, che ha bisogno di essere calato in un piano di infrastrutture di sistema.
«Il sindacato raccoglie il disagio di tutti i lavoratori – ha detto il segretario generale della UST Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro – ma dobbiamo fare in modo che la politica, chi governa, si attivino per una seria programmazione in tema di infrastrutture. Sono pezzi di economia importanti che hanno bisogno di un sistema articolato e complesso per raggiungere i mercati ed essere a sua volta competitivi. Tutto questo si tramuta in occupazione, in posti di lavoro certi, nell’opportunità di trattenere qui i giovani.»
E sull’economia circolare che crei occasioni di sviluppo per la Sicilia, si è soffermato Pierluigi Manca, Commissario della FAI Cisl regionale.
«Il reddito di cittadinanza alternativo al lavoro non serve – ha detto – Si investa, piuttosto, sul dissesto idrogeologico. Qui bisogna puntare, tra le altre cose, alla centralità del lavoro per il bosco e per le bonifiche. Se ne tenga conto in qualsiasi ipotesi di riforma.
Questi lavoratori – ha sottolineato Manca – sono stati e continuano ad essere al servizio della Sicilia nonostante i problemi, i ritardi degli stipendi, le incertezze. Hanno dimostrato grande senso di responsabilità dopo le calamità. Bisogna rendergliene atto.
Il governo regionale parli con il sindacato, si confronti, metta tra le priorità questo settore. È necessario per attraversare, con responsabilità, la crisi.»

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