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#eninonabbandonilachimica In 1500 all’assemblea del sindacato unitario

È decisamente sul banco degli imputati, Eni in Sicilia, secondo i sindacati. Che assieme ai lavoratori oggi si sono mobilitati in tutti gli stabilimenti chimici del gruppo. Nell’Isola, la mobilitazione nazionale ha visto proteste, da Gela a Priolo. “I lavoratori incrociano le braccia – afferma Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia – contro le minacce di disimpegno, più o meno camuffato. Né tranquillizzano più di tanto i comunicati dell’azienda, che dicono che tutto è ok quando i segnali vanno in direzione opposta”.12509741_491681297670190_4951596557490114819_n

A Priolo, oltre 1500 lavoratori dell’area industriale hanno partecipato in mattinata all’assemblea, nella mensa ovest degli stabilimenti. “Gli impianti del gruppo – ha sottolineato Paolo Sanzaro, segretario Cisl di Ragusa-Siracusa, nella redazione introduttiva (foto a destra)  in quest’area giocano un ruolo di centralità. Un disimpegno avrebbe un effetto domino disastroso, dal diretto all’indotto”.

“L’idea di svendere l’industria della chimica e di cedere gli stabilimenti a dei perfetti sconosciuti è inaccettabile. Eni si deve fermare ed evitare la cessione di Versalis a un fondo americano che sino ad oggi non ha dato alcuna garanzia. A rischio c’è il futuro della nostra Isola e di migliaia di lavoratori”, hanno tuonato i tre segretari provinciali Paolo Zappulla (Cgil), Paolo Sanzaro (Cisl) e Stefano Munafò (Uil).

“Questo territorio ha già dato. – ha aggiunto Sanzaro – Questo territorio ha firmato Accordi di programma e protocolli. Ci ha messo la faccia, l’impegno e ha dato fiducia. Ora pretendiamo che venga rispettato, che vengano rispettati i lavoratori.

E quando parlo dei lavoratori parlo di tutti i lavoratori dell’area industriale. Perché – è bene dirlo e sottolinearlo – c’è una cosa che viene ancora sottovalutata.

Qu12509471_1973959832830077_6196479520045054915_nesta vicenda si sta consumando in un’area altamente integrata, dove il ruolo dell’Eni è stato – storicamente – un collante importante tra le attività e le diverse produzioni. Le professionalità acquisite tra i lavoratori, diretti e dell’indotto, il know how delle aziende, corrono il rischio di subire un effetto domino se questa centralità venisse messa in discussione.”

“Perché lo Stato non assume in pieno la propria responsabilità – ha sottolineato il segretario della Cisl – e interviene – come abbiamo già chiesto – attraverso la Cassa Depositi e prestiti attingendo al fondo da 1 miliardo e 200 milioni di euro già esistente? La maggioranza pubblica del capitale di Versalis deve essere garantita per assicurare la realizzazione del Piano industriale. La questione Chimica deve diventare prioritaria per la politica industriale nazionale.

Questo chiediamo a Roma, visto che Eni fa orecchie da mercante. Questo chiediamo a Palermo perché si attivi per difendere l’economia della propria regione.”

Il Governo nazionale deve esprimersi su questa vicenda e lo chiede il sindacato unitario. LoIMG_5018 deve fare per il futuro occupazionale ed economico del Paese.

Cgil, Cisl e Uil chiedono che ENI faccia un passo indietro. “Se così non fosse – ha concluso il suo intervento il segretario generale della UIL, Carmelo Barbagallo (foto a destra) – siamo pronti allo sciopero a tempo indeterminato a tutele crescenti.”

 

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