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Ex Provincia, la protesta dei dipendenti continua sulla gru

«Un dramma sociale. Questo si sta consumando alla ex Provincia Regionale di Siracusa dove oltre 600 persone, tra dipendenti dell’Ente e della Partecipata, non percepiscono lo stipendio da 5 mesi.

La protesta eclatante, continuata questa mattina, è figlia di una esasperazione che sta montando ormai da tempo e che viene alimentata dall’incredibile silenzio della Regione Siciliana e della politica in genere.»

Questo il commento del segretario generale della UST Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro, arrivato in via Malta, sede dell’ente commissariato dal 20 giugno del 2013, insieme ai segretari generali di FP e Fisascat, Daniele Passanisi e Teresa Pintacorona.

Sulla gru montata all’interno dell’edificio per alcuni lavori di ristrutturazione, così come avvenuto ieri mattina, altri due lavoratori si sono arrampicati per manifestare il loro disagio. Altri loro colleghi restano sulle impalcature sulla facciata del palazzo di via Malta.

«Quattro anni di commissariamento e dieci commissari – aggiungono Sanzaro, Passanisi e Pintacorona – Una vicenda che continua a trascinarsi tra l’incapacità gestionale della Regione ed il silenzio della politica che continua a far finta di nulla.

Qui ci sono in ballo oltre 620 persone, le loro famiglie e gli stessi cittadini di questa provincia che hanno perduto anche quei servizi essenziali garantiti da questo ente.

La Cisl, a tutti i livelli, regionale e territoriale, ha chiesto più volte di porre rimedio a questo scempio sociale. Da una parte servirebbe l’autorevolezza della Regione incapace invece di una riforma vera e chiara di questi enti, dall’altra lo Stato che continua a prelevare somme riducendo drasticamente le economie delle ex province.

Abbiamo proposto che lo Stato sospenda il prelievo forzoso che oggi pesa in maniera notevole. La scellerata legge che ha cancellato gli enti siciliani, non pensando ad una riforma chiara, non permette più di ovviare alle esigenze economiche dell’ente attraverso i tributi raccolti.

Una situazione limite, figlia di una riforma annunciata prima ancora di averne definito i contorni, approvata quattro volte e rispedita altrettante volte al mittente dal Governo nazionale.

L’esasperazione dei dipendenti è comprensibile perché parliamo delle elementari basi della dignità di ogni singolo lavoratore. La mancanza di stipendi determina una serie di problemi economici che non tutte le famiglie possono sopportare.

Ha fatto bene, proprio ieri mattina, la nostra segretaria generale Annamaria Furlan – hanno concluso Sanzaro, Passanisi e Pintacorona – che ha raccolto il grido proveniente da Siracusa e lo ha condiviso su scala nazionale.

         Quanto sta accadendo a Siracusa è già un’anomalia siciliana e oggi, per la sua gravità, merita l’attenzione dell’intero paese. Lo Stato intervenga per garantire e tutelare questi cittadini lavoratori.

         La politica siciliana faccia presto per mettere fine ad dramma sociale in atto nella nostra provincia. Non è ammissibile che per avere quanto dovuto, cioè lo stipendio, un lavoratore debba arrampicarsi su una gru ad oltre 30 metri di altezza.»

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