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Ferrovie, la Siracusa-Catania a rischio tracollo

Garantire la continuità occupazionale e un trasporto intermodale che renda il territorio adeguatamente servito. È l’obiettivo dei segretari provinciali di Filt Cgil, Cisl Reti e Uiltrasporti – rispettivamente Vera Uccello, Alessandro Valenti e Agostino Falanga –  i quali criticano aspramente l’atteggiamento della Regione Siciliana che ancora non ha firmato il nuovo contratto di servizio con le Ferrovie.

I tempi stringono e a Palermo non c’è aria di ratificare quell’accordo indispensabile per il nuovo contratto tra la Regione e Trenitalia, con il rischio sempre più incombente di una pesante riduzione dei servizi ferroviari e l’ammodernamento del parco rotabile con l’acquisto di nuovi treni“, hanno affermato i tre massini rappresentanti di categoria.

Tale contratto – hanno spiegato ancora – è necessario per dare il via agli investimenti per l’ampliamento dei servizi stessi. A livello regionale, senza il nuovo Contratto di servizio, non saranno impegnati i necessari aumenti di risorse finanziarie e di materiali ferroviari indispensabili per implementare la quantità e la qualità dei servizi resi; per il territorio siracusano il rischio è legato non solo ai servizi ma agli stessi collegamenti“.

I timori per il territorio si amplificano, precisano ancora Uccello, Valenti e Falanga con la chiusura totale della tratta Sr-Ct, che durerà di certo fino a settembre. In assenza del nuovo contratto di servizio, ricordano i segretari delle tre sigle sindacali, è più che presumibile che venga ridotto il chilometraggio con un conseguente taglio ai treni.

E siccome il ministro Delrio ha preso impegno per il potenziamento dei collegamenti con l’aeroporto di Palermo e per il doppio binario nella dorsale occidentale, è scontato che gli eventuali tagli ferroviari riguarderebbero la Sicilia orientale. “Anzi – proseguono – per dirla tutta, è a rischio chiusura tutta la dorsale Ionico-Mediterranea, la tratta SR/Modica/Agrigento.

Su questo si fonda la manifestazione indetta per il 6 luglio davanti alla sede dell’Ars. Un sit in che vuole essere da sprone per sollecitare la firma del nuovo contratto di servizio ma anche  la garanzia del potenziamento dei collegamenti tra l’aeroporto Fontanarossa/Siracusa ma anche Messina e Ragusa“.

Ma in ballo c’è anche il futuro dei lavoratori del settore diretti e dei servizi, per i quali i rappresentanti sindacali pretendono garanzie di continuità occupazionale, anche in sede di cambio appalto.

Ci sono aziende – concludono Vera Uccello, Alessandro Valenti e Agostino Falanga – che in sede di rinnovo del contratto rischiano il non riconosciuto al diritto alla clausola sociale, che garantisce ai lavoratori la continuità occupazionale in caso di cambio appalto, con l’assorbimento dei dipendenti da parte dell’impresa subentrante. E’ un’emorragia lavorativa a cui intendiamo mettere la parola fine“.

Per Siracusa la vicenda riguarda Mondus, Artemide, Angel Service, Serfer.  Tutte imprese di servizi ferroviario, che hanno in essere il  rinnovo di appalto.

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