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Il valore del lavoro, la sfida del sindacato

“Il sindacato ha una grande futuro se parte dal lavoro e si rilancia il ruolo contrattuale, dalla contrattazione nei luoghi di lavoro e a quella dei territori.”
È questo il tema che la Cisl mette al centro del nuovo progetto che, come ribadito questa mattina dal segretario confederale nazionale, Gigi Petteni, intervenuto alla Conferenza Organizzativa Programmatica  della UST Ragusa Siracusa, rappresenta la nuova sfida del ventunesimo secolo.
Un appuntamento, quello tenuto all’Auditorium “San Vincenzo Ferreri” di Ibla, servito a fare una sintesi del lavoro territoriale a metà mandato e occasione buona per aggiornare lIMG_2168a strategia dell’organizzazione.
“Siamo sindacato di prossimità – ha ricordato il segretario generale della UST Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro – e siamo pronti ad esserlo ancor più vista la crisi che esige una maggiore conoscenza dei singoli territori.”
Tra aspetti organizzativi interni e un sintetico viaggio nei due anni e mezzo di segreteria, non tralasciando il tema della sicurezza dopo i quattro morti delle ultime settimana e il fenomeno dell’immigrazione, Sanzaro ha voluto soffermarsi anche sulle emergenze e sulle priorità di un’area vasta, quella che mette assieme le due province del sud est, pronta ad integrarsi in un unico e grande progetto di sviluppo e di promozione.
“Intanto le infrastrutture – ha sottolineato il segretario della UST – L’economia riparte se il territorio viene dotato di collegamenti rapidi e moderni. Aeroporto, porti, città turistiche, aree rurali, hanno bisogno di interconnessioni viarie al passo con i tempi.”
Poi gli investimenti, per milioni di euro, “dormienti od ostacolati dalle non scelte della politica – ha aggiunto ancora Sanzaro – Un problema reale che, inevitabilmente, pesa sull’economia generale dell’intero territorio.”
Un territorio che, come ha ricordato il segretario generale della Cisl siciliana, Mimmo Milazzo, registra un picco medio di disoccupazione che supera il 22%.
“TerritoIMG_2174ri che hanno bisogno del sindacato – ha ribadito – Sindacato che, nel corso di queste conferenze, mette al centro dell’organizzazione interna proprio la valorizzazione del territorio e la costruzione di uffici periferici. Zone che devono avere una forza sociale e di contrattazione con gli enti locali e, allo stesso tempo, offrire servizi ai cittadini e ai lavoratori.”
Milazzo non manca di evidenziare la particolarità, di un anno, il 2015, che peserà in modo concreto sulla tassazione locale e su quanto, invece, gli amministratori potranno fare in materia di patto di stabilità.
“La Regione si appresta a tagliare 5 miliardi di residui attivi – ha detto – , una sanatoria che potrebbe rappresentare un modello anche per gli altri enti locali. Questo sarebbe un cambio di passo nel patto di stabilità, quindi nell’economia.”
Un sindacato pronto, quindi, ad aggiornare la propria strategia, come ha ribadito Gigi Petteni.
“Oggi la crisi ci ha consegnato una società più frammentata – ha detto il segretario Confederale – i problemi sociali, i problemi del lavoro sono le vere emergenze.
Per questo – ha continuato – serve meno pi
ù un sindacato concertativo, chiuso nei salotti romani, più un sindacato della prossimità, capace di costruire risposte per ogni problema che incontra.”
Un progetto ambizioso che la Cisl, a tutti i suoi livelli, intende mettere al centro IMG_2180delle assemblee in corso in tutta Italia “ma che mettiamo in campo anche in questi giorni – ha rimarcato Petteni – anche in queste ore, con coraggio e da soli se occorre”.
Due i temi centrali. “Una riforma del lavoro per un sistema che colga le trasformazioni ec
onomiche – ha continuato – con interventi successivi che creino condizioni, che attraggano investimenti, che mettano nelle condizioni di sviluppare meglio le vocazioni che ogni territorio possiede.
Dall’altro lato – ha voluto aggiungere Gigi Petteni – questo sindacato deve ricambiare i suoi strumenti a partire da quelli contrattuali, cioè deve cambiare il suo modello di contrattazione se vuole essere in grado di cogliere le esigenze di flessibilità delle imprese e di conciliazione dei lavoratori.
Il futuro dei lavoratori – ha concluso il segretario Confederale – non sarà p
iù l’articolo 18 degli anni settanta, ma sarà la formazione da fare, da creare con migliori condizioni nei luoghi di lavoro.”

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