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Matera. Iniziativa Cgil Cisl Uil. Prodi: “Indebolire i corpi sociali fa emergere i sovranismi”. Furlan: “Il nostro futuro è in Europa e per l’Europa”

Matera, 7 Maggio 2019 – “L’Europa è necessaria, ma per essere percepita anche come opportuna, dobbiamo fondarla su un progetto sociale inclusivo, che dia speranza e sicurezza ai cittadini e alle comunità come i costituenti immaginavano”. Con questo auspicio di Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, si e’ chiusa oggi a Materia, la due giorni di Cgil, Cisl,Uil sul tema del rapporto tra cultura, lavoro, ed Europa.

Una giornata finale, quella di oggi, che ha visto il suo momento centrale nell’intervento molto applaudito ( una vera e propria standing ovation) di Romano Prodi che ha richiamato l’urgenza di costruire una Europa unita politicamente di fronte alla presenza massiccia della Cina nell’economia e nella finanza. “L’Italia non e’ stata mai leader ma e’ sempre stata il collante dell’Ue, ora abbiamo un governo che litiga con tutti, pensa che Cina e Usa non esistano, pone dei ponti senza vedere se di la’ c’e’ una sponda”. L’ex presidente del consiglio ha sottolineato :”Non sono mai stato nazionalista ma abbiamo perso questo ruolo importantissimo anche se non trainante e il problema e’ gravissimo”. Poi l’appello anche per l’unita’ sindacale. “Serve tanto. Non voglio entrare nella vostra discussione, ma il Paese ha bisogno di avere un punto di riferimento. L’indebolimento dei corpi intermedi fa emergere i sovranismi”. Prodi ha lanciato anche un forte allarme sull’aumento delle diseguaglianze nel Mezzogiorno. “C’e’ da fare tantissimo, anzi di piu’ perche’ il divario nord – sud e’ aumentato. Comunque mi ha fatto molto piacere vedere come Matera sia diventata un punto di attrazione: ci sono tantissime cose belle, per il turista e’ un’esperienza bellissima”, ha detto sottolineando l’importanza delle infrastrutture immateriali e materiali nel Mezzogiorno, a partire dall’autostrada per Bari.

Un tema quello delle infrastrutture che ha temuto banco anche nell’intervento conclusivo di Annamaria Furlan. “Il Governo tiene inutilmente bloccate le infrastrutture già finanziate e con esse centinaia di migliaia di posti di lavoro. Si riporta L’Italia nella palude degli appalti scarsamente trasparenti e fondati sul massimo ribasso, mentre si continua ad ammalarsi e morire di lavoro sempre di più proprio a causa delle troppe opacità e di una competizione da costi insostenibile”, ha ribadito la leader della Cisl. “Si aumenta la spesa corrente gonfiando deficit e debito senza un progetto e una visione di futuro, senza effettuare i necessari investimenti per la crescita e l’innovazione, per la cultura, per il sostegno all’occupazione, ai redditi da lavoro, da pensione e ai consumi”. Poi la stoccata diretta al Presidente Conte. “Non sara’ un anno bellissimo perché in autunno, proprio per questa politica economica poco avveduta ci aspetta un muro da valicare sempre più alto. Questa politica del Governo brucia futuro per l’Italia e non puo’ essere certo un modello per l’Europa” . Per la Furlan ” il nostro futuro è in Europa e per l’Europa. È l’Europa dei popoli alla quale guardiamo, ma per non disperdere le nostre tradizioni di accoglienza e d’integrazione è fondamentale dare risposte a chi da anni vede erodere la qualità della propria condizione di vita, a chi sente messa in discussione la propria sicurezza, a chi pensa che l’esistenza dei propri figli sarà peggiore della sua. Senza le giuste risposte a tutto questo, i veleni del nazionalismo e del sovranismo si diffonderanno più facilmente, perché troveranno un terreno reso fertile dal disagio sociale, dall’ansia per il futuro, dalla paura che genera frustrazione e rabbia”. Infine una risposta a Landini e Bargaballo sull’unita’ sindacale “Facciamo unita’ e parliamo di unita’, ma prima di parlare del dove e del come e delle regole, dobbiamo discutere del perche’ e per chi ” ha sottolineato la Furlan. “Sono convinta – ha concluso – che se staremo sempre a quella domanda, perche’ e per chi, non perderemo il filo di stare assieme e creare unita’ e offrirla a tutto il Paese”.

 E ieri, a margine dell’iniziativa, la leader della Cisl ha rilanciato il tema del Mezzogiorno “indispensabile per creare lavoro e fare dell’Italia un paese competitivo sui mercati internazionali. Abbiamo scelto Matera per due motivi – ha detto. “Il primo per ricordare al Governo di porre attenzione su quel capitolo che nella legge finanziaria e nel Def appare residuale: come ripartire e realizzare davvero crescita, sviluppo e lavoro nel Sud. E poi perché il tema della cultura, della conoscenza, del sapere è assolutamente importante per il futuro dell’Italia e dell’Europa”. Per questo “abbiamo scelto la capitale della cultura europea – ha spiegato – perche’ il tema dell’Europa e’ fondamentale per il futuro del nostro paese. Siamo di fronte a una guerra commerciale tra Usa e Cina ed e’ evidente che ogni singolo Paese sarebbe un vaso di coccio tra due grandi vasi di ferro. L’Europa deve essere un soggetto di rappresentanza della politica economica e della politica internazionale per rendere forte ogni Paese e la stessa Europa. Non avere l’Europa – ha aggiunto – sarebbe un disastro economico e sociale per ogni Paese europeo e per il nostro Paese un po’ più degli altri”.
Ha affrontato poi il tema del salario minimo sul quale proprio ieri si è svolto un incontro tecnico governo – sindacati al Ministero del lavoro: “Noi chiediamo che siano i contratti nazionali di lavoro a definire i minimi salariali” ha detto in merito ai 9 euro orari lordi indicati nel disegno di legge. “Rispetto all’impostazione iniziale sono stati fatti dei passi avanti e questo è un buon segno” ha poi osservato. “Il confronto va avanti. Leggeremo con attenzione le proposte sul tavolo. Per noi è importantissimo che i minimi tabellari definiti attraverso i contratti nazionali diventino il riferimento per tutti i lavoratori e per tutte le lavoratrici. Questo è il principio che noi vogliamo portare a casa. Serve un riferimento alla contrattazione e per ogni lavoratore e lavoratrice individuare il contratto di riferimento”, rimarca. Perché il salario, ribadisce Furlan, “non è soltanto la paga oraria. I 9 euro sono un metro molto distante dalla stragrande maggioranza delle realtà nazionali. Dobbiamo superare questa discussione: ogni lavoratore e lavoratrice deve avere il suo contratto di riferimento che fissa i minimi tabellari”.

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