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PRIMO MAGGIO: Da Prato a Piazza San Giovanni, focus sulla sicurezza

Il lavoro senza sicurezza è privo di vera dignità. È questo il messaggio che i sindacati confederali lanceranno il Primo Maggio da Prato e che la segretaria confederale Cisl, Giovanna Ventura, ha ribadito nel corso della conferenza stampa di presentazione del Concertone di piazza San Giovanni. La Ventura ha sottolineato che il tema della sicurezza “merita l’attenzione del servizio pubblico, dei giornali e degli altri mass media”. “Il tema – ha aggiunto la segretaria confederale – sarà centrale anche nel Concerto di piazza San Giovanni. Dal palco di Roma saranno lanciati quest’anno messaggi importanti e testimonianze, così come al mattino a Prato, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, parleranno in maniera approfondita di questi temi”. Per Ventura occorre “una forte sensibilizzazione e responsabilità per costruire una cultura nazionale della sicurezza in ogni luogo di lavoro”, da promuovere “attraverso controlli ed appalti verificati da parte delle istituzioni, la responsabilità delle imprese, i sindacati con i delegati nei luoghi di lavoro”. “Sarà importante – ha sottolineato ancora la segretaria confederale cislina – la manifestazione che faremo la mattina a Prato unitariamente, ma sarà altrettanto importante il Concerto di San Giovanni, perché sono i giovani che devono per primi responsabilizzarsi ed acquisire la cultura della propria sicurezza nel lavoro”.

Nell’era dell’innovazione digitale il sindacato vuole parlare di sicurezza sul lavoro. I primi quattro mesi  dell’anno, secondo CGIL CISL e UIL,  sono stati terrificanti. Tutto questo è anacronistico e la sicurezza è una responsabilità che deve interrogare tutti: sindacati, imprese e istituzioni.

 

 “La sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro sono la condizione essenziale in una società civile e sviluppata. Lo diremo a Prato ed in tutte le piazze italiane il primo maggio: non si può continuare a morire di lavoro”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando i dati diffusi oggi dall’Inail. “L’aumento degli incidenti mortali sul lavoro non è dovuto ad una fatalità. Nel nostro paese ogni giorno in media tre persone muoiono sul lavoro. Il 10% sono stranieri, soprattutto edili, operai dei porti, della logistica, della chimica, delle aziende agroalimentari, giovani ed anziani. Bisogna investire in nuovi macchinari più sicuri, lavorare di più sulla prevenzione, aumentare i controlli e rendere i luoghi di lavoro sempre meno vulnerabili agli incidenti. Ed anche il sindacato deve fare di più: denunciare gli appalti al ribasso, l’eccesso di esternalizzazioni, pretendere il rispetto integrale di tutte le norme sulla sicurezza. E’ un problema culturale, di rispetto per la dignità del lavoro che va difeso in questa società sempre più globalizzata ed individualista, come spesso ci ricorda Papa Francesco”.

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