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Ragusa, edilizia in crisi e opere bloccate

Ci sono anche tre opere pubbliche della provincia di Ragusa nell’elenco inviato al Sottosegretario alla Presidenza, Graziano Delrio, dall’Ance Sicilia.

«Della serie, piangere miseria con le tasche piene di soldi. Si tratta di opere con finanziamento e progetto esecutivo o definitivo – hanno dichiarato il segretario generale della Ust Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro, ed il segretario generale della Filca territoriale, Paolo Gallo (nella foto) – Si tratta, in buona sostanza, di opere pronte per andare in gara e di cui non è dato sapere il perché siano bloccate.»

Nell’elenco finito sul tavolo romano, composto da 27 opere siciliane per un totale di oltre 3 miliardi di euro, ci sono i lavori per la dismissione dell’impianto di contrada Lodderi e realizzazione del collegamento con il depuratore di contrada Arizza, il collegamento sulla Ragusa-Catania e quello tra l’aeroporto di Comiso e l’autoporto di Vittoria alle Statali 115 e 114.

«Le stazioni appaltanti, nei tre casi elencati, – aggiungono Sanzaro e Gallo – sono il Comune di Scicli, l’ANAS e l’ex Provincia Regionale di Ragusa. Per la prima opera l’Ance, nel suo report, indica la somma di 6 milioni e 700 mila euro; per la seconda, tormentata opera, ci sono oltre 816 milioni; per la terza 115 milioni e 800 mila euro.

Ci uniamo alle domande poste al Governo nazionale dai costruttori siciliani. Il blocco di queste opere si abbatte sull’occupazione, sull’economia di scala, sullo sviluppo del nostro territorio. Si tratta di infrastrutture vitali che possono dare un nuovo volto alla provincia di Ragusa.

Se a tutto ciò, come a noi preme fare, – sottolineano Paolo Sanzaro e Paolo Gallo – aggiungiamo il potenziale occupazionale che può rappresentare l’avvio di queste opere per il settore edile, è giunto il momento in cui la politica deve farsi carico responsabilmente del proprio ruolo.

Le stazioni appaltanti spieghino i motivi che bloccano queste opere e i tanti piccoli progetti fermi negli uffici. La burocrazia, il personale esiguo, non possono essere motivi validi per fermare lo sviluppo.»

 

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