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Siracusa Risorse, la Cisl: “vertici societari e Libero Consorzio si sono adoperati per tutelare i lavoratori?”

Siracusa 16 febbraio 2016: Ma l’iter previsto dal decreto legislativo 175 del 2016, è mai stato applicato per Siracusa Risorse? È stata mai seguita la procedura Governativa recepita anche dalla Regione Sicilia?

Sono queste le domande poste dal segretario generale della Ust, Paolo Sanzaro, dalla segretaria generale della Fisascat Cisl, Teresa Pintacorona, e dalla segretaria regionale della stessa Federazione, Vera Carasi, dopo gli ultimi passaggi a vuoto sui lavoratori della partecipata della ex Provincia Regionale di Siracusa. Nessun tipo di certezza, ancora, per le 94 famiglie coinvolte in una vicenda che resta legata, inevitabilmente, al futuro dello stesso Libero Consorzio e, soprattutto, alle somme a disposizione per poter garantire i servizi assegnati alla società.

Già nell’agosto del 2016 il Governo aveva normato ricognizioni ed eventuali riorganizzazioni delle società partecipate – aggiungono i tre segretari – Un Decreto applicato anche alla Sicilia e che prevede una procedura che, anno dopo anno, avrebbe dovuto verificare eventuali eccedenze, rapporti di lavoro e comunicare tutto, preventivamente, alle Organizzazione sindacali”.

Entro lo scorso 15 gennaio la Regione avrebbe dovuto trasmettere all’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro ndr) i dati dei lavoratori presenti nelle liste del personale non collocato. Ma prima ancora sarebbe toccato alla Partecipata effettuare una ricognizione e comunicare numero di lavoratori, qualifiche e profili.

“Oggi – proseguono i sindacalisti – ci chiediamo se tutto questo è stato fatto. Se, alla luce delle difficoltà esistenti all’interno dell’Ente, i vertici di Siracusa Risorse si siano adoperate per salvaguardare i lavoratori. Se, entro il 30 settembre, l’ex Provincia abbia approvato il piano di razionalizzazione della partecipataCi sono oltre novanta famiglie coinvolte in questa incredibile storia, anche se avere  l’organigramma richiesto farebbe luce sui veri numeri dei lavoratori impegnati. – concludono Sanzaro, Pintacorona e Carasi – Il loro futuro è rimasto sospeso a pec e impegni verbali. Si sono ipotizzati diminuzione dei servizi e rischio occupazione. Vogliamo sapere se ci si è adoperati per garantire a questi lavoratori le garanzie previste fin dal 2016; cioè l’eventuale salvaguardia lavorativa attraverso la collocazione per quanti possono essere dichiarati eccedenti nelle liste regionali. Chiediamo responsabilità e risposte immediate. Salvaguardare l’occupazione e i servizi garantiti ai cittadini da questi lavoratori, non possono essere spot confusi e senza alcuna garanzia economica. Si faccia presto.”

La Sicilia

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